sabato 15 agosto 2026

ALBERTO MARIANTONI "Ferragosto o Feriae Augusti?"

                                                              Giovanna Canzano

intervista

ALBERTO B. MARIANTONI
15 Agosto 2008



Giovanna Canzano - Alberto Mariantoni


CANZANO 1- Ci risiamo…. il ferragosto è alle porte…

MARIANTONI – Come al solito potremo di nuovo usufruire (fino a quando, con i tempi che corrono, non si sa…) delle moderne, limitate e circoscritte vacanze di Ferragosto (in generale, dal 13 al 18 Agosto).

CANZANO 2- Solo pochissimi giorni?

MARIANTONI – Cosa vuole,, un vero e proprio regresso sociale! In modo particolare, quando si pensa che all’epoca romana, i nostri antenati – sicuramente meno kasher-speculatori, mercanti-uncino, produttivisti-soggiogati o marginali-pauperizzati dei nostri contemporanei – si potevano addirittura prendere il lusso e l’immenso piacere di potersi pienamente gustare, per tutto il mese di Agosto (fino ad allora, chiamato Sextilis o ‘Sesto mese’ del calendario romano), delle lunghissime e gradevolissime ferie che per l’appunto, in quell’epoca, erano complessivamente denominate 'FERIAE AUGUSTI' o VACANZE DI AUGUSTO. Da cui, oggi, la deformazione linguistica che è intervenuta nel tempo e giunta fino a noi, con il termine FERRAGOSTO.

CANZANO 3- Come nasce il ferragosto?

MARANTONI - Come pochi sicuramente rammentano (oppure, non hanno mai saputo), le 'FERIAE AUGUSTI' originarie – che, a differenza del nostro Ferragosto, duravano praticamente dal 1° al 31 Agosto di ogni anno – furono ufficialmente istituite, per la prima volta, nel -18, dall'Imperatore Gaius Iulius Caesar Octavianus o Ottaviano (-63/14), dopo l’investitura ad 'Augustus' (cioè, 'Venerabile' e 'Sacro') che egli aveva ricevuta dal Senato di Roma.

La proclamazione ufficiale di quelle 'vacanze', però, agli occhi dei cittadini romani di quell’epoca, non sembrò affatto modificare l’essenziale del precedente status che essi stessi avevano già conosciuto e praticato nel corso del loro recente o remoto passato.

La legalizzazione di quelle ‘Feriae’, in realtà, più che come una nuova e gradita “elargizione” da parte dell’Imperatore, venne semplicemente considerata, dall’uomo della strada, per quello che effettivamente era: un banale ed interessato gesto di propaganda politica che era stato direttamente escogitato dal nuovo Cesare, per tentare di aumentare i consensi che, in buona parte, già possedeva tra i suoi amministrati.

In altri termini, il nuovo Imperatore – proponendo una sua particolare festività (quella che era dedicata a ‘Marte Vendicatore’)  in aggiunta a quelle che già esistevano, e formalizzando ufficialmente il mese di Agosto come un ‘mese ponte’ completo (ma che, in linea di massima, era già abbondantemente festivo…) – si era semplicemente limitato a collegare tra loro e generalizzare, ai trentuno giorni di quel mese, le numerose consuetudini festive che erano gia correntemente celebrate dai suoi compatrioti, nel contesto della Societas romana di quell’epoca.

CANZANO 5- Tra i Romani era già consuetudine ‘far festa’ in quel mese?

MARIANTONI – Certamente. Non dimentichiamo, infatti, che a Roma, nel mese di Augusto (da cui, la parola Agosto), la maggior parte dei cittadini romani tendeva volontariamente a disertare le sue consuete occupazioni pubblico o private, per potersi più liberamente consacrare ad una serie di solenni celebrazioni che – oltre quella appena introdotta da Ottaviano alla data del 1° Agosto (Kalendis Augustis) – continuavano ad essere sistematicamente osservate dall’intera popolazione, da tempo immemorabile.

Ora, se escludiamo le nuove cerimonie volute da Octavianus Augustus e dedicate a Marte Vendicatore – in latino, Mars Ultor, il Dio che, secondo la propaganda imperiale di quel tempo, con la sconfitta militare di Cassio (Cassius) e Bruto (Brutus) a Filippi (Grecia), aveva vendicato la vile uccisione di Caius Iulius Caesar (Cesare) e favorito l’istallazione al potere di un suo pronipote (cioè, il medesimo Ottaviano Augusto… che, per l’occasione, non mancherà di sollecitare altri consensi popolari, edificando per loro, ex-novo, nel pieno centro di Roma, una vasta e monumentale piazza che era artisticamente contornata da splendide colonne di granito ed abbellita, negli spazi intermedi, da raffinate statue di marmo in taglia umana reale che, a loro volta, riproducevano, da un lato, gli ipotizzati lineamenti fisici dei mitici antenati della Gens Iulia, e dall’altro, quelli dei personaggi più famosi ed illustri della storia di Roma, sia di epoca monarchica che repubblicana) – ci accorgiamo che di feste, nell’Urbe imperiale, durante il mese di Agosto, ce n’erano già a non finire!

CANZANO 6- Può ricordarne qualcuna? 

MARIANTONI – Proverò ad elencarLe le più conosciute:

-          le commemorazioni in onore della Speranza – in latino, Spes – la Dea dell’ultima speranza, del desiderio e dell’attesa (Spes Ultima Dea) che era fisicamente rappresentata dalle sembianze di una leggiadra donna che stringeva tra le mani una grande cornucopia; le feste a lei dedicate, come quelle a Mars Ultor, avvenivano ugualmente il 1° Agosto (Kalendis Augustis) di ogni anno; in questo caso, nei pressi del Tempio della Speranza (Templum Spei) che sorgeva all’interno del Foro Olitorio (Forum Holitorium), a sua volta, situato alle pendici del Campidoglio, tra il Teatro di Marcello ed il Foro Boario;

-          le solennità consacrate alla Salute – in latino, Salus –  la Dea protettrice della pubblica vitalità e prosperità; quelle celebrazioni (da non confondersi con quelle dedicate alla Salus Publica Populi Romani, Concordia et Pax che erano celebrate il 30 Marzo), si svolgevano il 5 Agosto (Nonis Augustis) di ogni anno;

-          le glorificazioni indirizzate al Sole Antenato o Nativo o Invocato – in latino, Sol Indiges – il Dio protettore delle colture agresti; quelle cerimonie avevano annualmente luogo il 9 Agosto (ante diem quintum Idus Augustas);

-          le funzioni riservate a Ermete Invitto – in latino Hermes Invictus (cioè, Mercurius/Mercurio vittorioso e/o che concede la vittoria) – il messaggero degli Dei e Dio dell’eloquenza, degli scambi, del commercio e dei ladri; questa particolare festività (dopo quella principale di questo Dio che era celebrata il 15 Maggio), era immancabilmente celebrata il 12 Agosto (pridie Idus Augustas) di ogni anno, attorno al Templum Hermetis Invicti (Tempio di Ermete Invitto);

-          le venerazioni rivolte ai Dioscuri – in latino Dioscûri o Càstori; in greco, Dióskouroi o ‘figli di Zeus’: cioè, Castōr (Castore) e Pollūx (Polluce o Polideuce) – i corrispettivi dei celebri Argonauti greci, poi divinizzati, Kástôr e Polydeúkês, oppure degli Aswin, i mitici Gemelli raccontati dai Veda della civiltà indoeuropea dell’India; presi singolarmente, Castore era il Nume protettore dei cavallerizzi, e Polluce, la Divinità paladina dei pugili; in coppia, invece, erano ugualmente i Patroni dell'arte poetica, della danza e della musica; le cerimonie in loro onore, si svolgevano il 13 Agosto (Idibus Augustis) di ogni anno, nei pressi dell’Aedes Castoris et Pollucis (il Tempio di Castore e di Polluce), alle spalle del Tempio di Vesta, all’interno del primigenio Foro romano;

-          le liturgie dedicate a Diana – antica divinità italica, latina e romana (originariamente, Diviana: il corrispettivo divino di Artemis o Artemide, nella mitologia greca) – la Dea della caccia, dei boschi o del legno, delle fasi della Luna e della maternità; le festività in suo onore, avvenivano nei pressi del Templum Dianae, sull’Aventino, il 13 Agosto (Idibus Augustis) di ogni anno;

-          le prassi sacrali accordate a Vertumno o Vortumno – in latino, Vertumnus o Vortumnus (una divinità di origine etrusca, con il nome di Veltumna o Voltumna) – il Dio delle stagioni e della maturazione dei raccolti; quelle cerimonie, chiamate Vertumnalia, erano parimenti ed annualmente celebrate sull’Aventino, il 13 Agosto (Idibus Augustis);

-          i festeggiamenti destinati a Giano – in latino Ianus (raffigurato con due volti contrapposti) – il Dio degli ‘inizi’ e delle ‘conclusioni’ (materiali ed immateriali), nonché dei ‘passaggi’ da una situazione ad un altra: oltre ai tradizionali riti che gli erano annualmente dedicati l’11 Dicembre ed il 1° Gennaio, questo Dio riceveva ugualmente manifestazioni di alta considerazione e devozione, il 17 Agosto (ante diem sextum decimum Kalendas Septembres) di ogni anno, in contemporaneità con le solennità organizzate in onore del Dio Portuno;

-          i riti riservati a Portuno – in latino Portunus o Portumnus (l’equivalente greco di Palèmon o Palèmone) – il Dio romano dei porti e delle porte; denominate Portunalia, le celebrazioni a lui dedicate avevano ugualmente luogo il 17 Agosto (ante diem sextum decimum Kalendas Septembres) di ogni anno: in un primo tempo, presso il Tempio che era situato nei pressi del Porto Tiberino; più tardi, invece, presso un altro Tempio che era piuttosto adiacente al Ponte Emilio (davanti al Ponte Palatino);

-          le invocazioni pubbliche lanciate a Bacco – in latino, Bacchus (l’equipollente del Dionisios greco), il Dio del vino, della vendemmia e dei vizi – per invocare la sua protezione delle vigne, in estate; quel cerimoniale, chiamato Vinalia Rustica, era organizzato, nella più completa allegrezza, il 19 Agosto (ante diem quartum decimum Kalendas Septembres) di ogni anno;

-          il culto rivolto a Conso – in latino Consus (un’antica divinità Italica, identificata da Tito Livio con il nome di Neptunus Equestris) – il Dio dei campi, dei granai e delle deliberazioni segrete; con l’appellativo di Consualia, quelle festività erano ordinariamente animate da corse di cavalli ed annualmente pianificate (in aggiunta a quelle del 13 Dicembre) per il 21 Agosto (ante diem duodecimum Kalendas Septembres);

-          le celebrazioni organizzate in occasione dell’apertura rituale della Pietra dei Mani – in latino, Lapis Manalis – per permettere alle anime dei morti (Manes) di fuoriuscire più facilmente dall’Ade o dagli Inferi; denominata Mundus Patet, quella solennità era celebrata tre volte l’anno: in particolare, il 24 Agosto (ante diem nonum Kalendas Septembres), nonché il 5 Ottobre (ante diem tertium Nonas Octobres) e l'8 Novembre (ante diem sextum Idus Novembres);

-          i rituali destinati ad Opi (moglie del Dio Conso), nelle occasionali vesti di Opis Consiva (Opi che semina) – in latino Ops o Opis (spesso identificata, anche con Rea) – la Dea primigenia romana della terra, dell’abbondanza agricola e della fertilità; le sue feste, con la denominazione di Opiconsivia, erano annualmente celebrate, il 25 Agosto (ante diem octavum Kalendas Septembres), all’esterno di un tempietto che sorgeva nei pressi dell’antica Reggia del primitivo Foro romano;

-          le festività riservate a Volturno Romano – in latino, Volturnus o Vulturnus (da non confondersi con l’omonimo fiume della Campania) – il Dio/Patrono del vento caldo di Sud-Est (attualmente, lo Scirocco); i cerimoniali in suo onore, definiti Volturnalia, erano abitualmente praticati il 27 Agosto (ante diem sextum Kalendas Septembres) di ogni anno.


CANZANO 7- Può citare altre ricorrenze che erano regolarmente festeggiate, all’interno dei Limes romani, nel corso dello stesso mese?

MARIANTONI  - Ad esempio, le celebrazioni che venivano separatamente e simultaneamente dedicate, il 12 Agosto (pridie Idus Augustas), ad Hercules Invictus, a Venus Victrix, ad Hermes Invictrix, ad Honor, a Virtus, a Felicitas e ad Iside (l’accensione delle lampade in suo onore o lychnapsia); il 13 Agosto (Idibus Augustis), a Flora e ad Hercules Victor; il 19 Agosto (ante diem quartum decimum Kalendas Septembres), a Venus (per commemorare l’edificazione del suo Tempio); il 23 Agosto (ante diem decimum Kalendas Septembres), a Vulcanus, ecc. Ma questo ulteriore elenco di festività, non cambierebbe nulla alla particolare, fiduciosa e felice realtà di quel tempo. Purtroppo, così diverso dal nostro…

CANZANO 8- Che differenza c’è tra le ‘Feriae Augusti’ e le vacanze di Ferragosto?

MARIANTONI – Una differenza fondamentale. Come è facile verificarlo, il nostro periodo storico, è sfortunatamente un tempo in cui i cittadini della nostra svirilizzata e demoralizzata Italia/Europa – oltre ad avere totalmente dimenticato il significato ed il senso di quelle ‘FERIAE’ e l’effettiva origine storica di quelle tradizionali e più che bi-millenarie vacanze – preferiscono semplicemente continuare ad ingannare se stessi, confermando, ogni giorno, con il loro noncurante ed irresponsabile silenzio o la loro servile e volontaria acquiescenza, l’ignobile baratto che è stato furbescamente imposto alle nostre società, tra l’antica, accattivante e tangibile liberalità di quelle che furono originariamente definite le ‘Feriae Augusti’ e la moderna, avvilente e deprimente “elemosina sociale” che tendiamo normalmente ad identificare con le odierne vacanze di Ferragosto.

CANZANO 9- Che può aggiungere di più, a questa flagrante ed amara constatazione?

MARIANTONI – Mi sembra ci sia poco da aggiungere. Salvo le formalità… Insomma, nei prossimi giorni, se lo desidereremo, continuiamo pure, come per il passato, a scambiarci reciprocamente ed allegramente i soliti e convenzionali Auguri di Buon Ferragosto, ma – prima che sia troppo tardi – incominciamo ugualmente a pensare al peggio!

CANZANO 10- Che cosa intende?

Sto parlando, in particolare, della catastrofica ed incontrollabile crisi economica e politica che continua a svilupparsi nel mondo ed i cui diretti e tragici effetti inizieranno realmente e pesantemente a farsi sentire, all’interno dei nostri Paesi, a partire dai prossimi mesi autunnali.

Intendiamoci: sinceramente, spererei davvero di stare a commettere un macroscopico errore di valutazione.

Nel dubbio, però, vista la “piega” che sta attualmente prendendo la congiuntura mondiale, direi che sia proprio il caso di iniziare psicologicamente a prevedere le insormontabili difficoltà e ristrettezze che tutti insieme (meno coloro che, come al solito, risulteranno essere “più uguali” degli altri!), saremo comunque costretti a subire, nei prossimi mesi. Non soltanto per la nostra passata e dissennata accettazione del volgare scippo che è stato ingannevolmente perpetrato ai danni delle nostre più antiche tradizioni sacrali, ma soprattutto a causa dell’indicibile egoismo, della famelica avidità e della sfrenata ed insaziabile bramosia dei succitati kasher-speculatori e mercanti-uncino (come li chiama il mio amico Joe…) che – per tentare di colmare le loro più che tri-miliardarie perdite borsistiche ed evitare di diventare meno ricchi di quello che già sono – non esiteranno affatto a precipitarci, ancora una volta, in qualche subitanea, “indispensabile” ed “umanitaria” Guerra per la pace (sic!) o, nel migliore dei casi, nella più squallida e generalizzata miseria ed indigenza.


BIBLIOGRAFIA – SCHEDA PERSONALE

Alberto Bernardino Mariantoni è nato a Rieti, il 7 Febbraio del 1947. E’ laureato in Scienze Politiche e specializzato in Economia Politica, Islamologia e Religioni del Vicino Oriente. Politologo, scrittore e giornalista, è stato per più di vent’anni Corrispondente permanente presso le Nazioni Unite di Ginevra e per più di un decennio sul tamburino di «Panorama». Ha collaborato con le più prestigiose testate nazionali ed internazionali, come «Le Journal de Genève», «Radio Vaticana», «Avvenire», «Le Point», «Le Figaro», «Cambio 16», «Diario de Lisboa», «Caderno do Terceiro Mundo», «Evénements», «Der Spiegel», «Stern», «Die Zeit», «Berner Zeitung», «Il Giornale del Popolo», «24Heures», «Le Matin», «Al-Sha’ab», Al-Mukhif Al-Arabi», nonché «Antenne2», «Télévision Suisse Romande», «Televisione Svizzera Italiana», ecc. Parla numerose lingue ed è un cultore del latino e del greco antichi. E’ esperto di politica estera e di relazioni internazionali, con particolare riferimento ai paesi arabi e musulmani e dell’Africa centrale ed occidentale. Ha al suo attivo decine e decine di inchieste e di reportages in zone di guerra e di conflitti politici. E’ autore di oltre trecento interviste ai protagonisti politici ed istituzionali dei paesi del Terzo Mondo e della vita politica internazionale. Ha insegnato presso la Scuola di Formazione continua dei giornalisti di Losanna. E’ stato Professore invitato presso numerose Università Europee e Vicino-Orientali. Ha scritto: «Gli occhi bendati sul Golfo» (ed. Jaca Book, Milano 1991) e «Le non-dit du conflit israélo-arabe» (ed. Pygmalion, Paris, 1992). Dal 1994 al 2004, è stato Presidente della Camera di Commercio Italo-Palestinese.

martedì 11 febbraio 2020

LE RADICI EBRAICHE NEL PENSIERO DI FRANZ KAFKA di Giovanna Canzano

LE RADICI EBRAICHE NEL PENSIERO DI FRANZ KAFKA di Giovanna Canzano

LE RADICI EBRAICHE NEL PENSIERO 
DI FRANZ KAFKA
  di Giovanna Canzano

 Gianni Minchio
 Fabrizio Federici
 il poeta Cony Ray
 leggerà alcuni brani dai "Diari"  di Franz Kafka
 modera
 Maurizio Graziosi
 sarà presente l'autrice

 sabato 22 febbraio 2020
 Libreria
 "QUADRAROBUCK"
 via dei Juvenci 69, ROMA

 Fabrizio Federici
 Giornalista pubblicista, laureato in  Scienze Politiche alla LUISS. Specializzato nei settori integrazione europea, dialogo interculturale e  interreligioso, arte contemporanea, collabora attualmente alle testate "AVANTI!” online come quotidiano, “L’ OPINIONE” online come quotidiano,  “INGIUSTIZIA-LA PAROLA AL POPOLO” ( specializzata nei temi della giustizia e dei diritti e doveri del cittadino ), “FUTURO QUOTIDIANO”, quotidiano online su temi internazionali, e alle testate d'approfondimento agenzia stampa “CONSULPRESS” e “FTNEWS.IT”.

 Gianni Minchio 
Photographer, inizia negli anni 80 a fotografare concerti musicali fotografa jazz pubblicando le sue foto sulla rivista jazz.it. Nel 2003 e` a Porto Alegre al forum social mundial fotografando il neo eletto presidente del brasile Inacio Lula da Silva. Organizza una mostra a Firenze sul forum social mundial 2003 al centro culturale “vie nuove”. Collabora per alcuni anni con il fotografo Danilo Russo a San Paolo in Brasile ocupandosi di moda.
A Fortaleza lavora per le riviste di moda “CHIC” di marcondes Viana e “Ambiete moda”.
In Italia é membro della FEDERART federazione degli artisti, ufficio stampa e comunicazione. Vive e lavora a San Paolo, Fortaleza, Milano, Firenze, Roma 

Maurizio Cesare Graziosi
 Autore, pubblicista e regista, nasce a Mar del Plata (Argentina). Nel 1982 si laurea al DAMS presso l'Università di Bologna. Dal 1987 al 1998 è regista RAI con contratti a tempo determinato. Nel 1998 è curatore di Massimo Troisi. Cuore d'Artista, pubblicazione ufficiale dell'omonima mostra in omaggio a Massimo Troisi. Nel 2000-2003 è collaboratore dell'Associazione "Sergio Leone" di Torella dei Lombardi (AV) per il Premio "Sergio Leone" e la Rassegna "Cinema a Mezzogiorno" come: direttore artistico e collaboratore redazionale del catalogo (2000); direttore artistico e curatore del catalogo (2001); collaboratore artistico del nuovo direttore Gianni Minà per il Premio "Sergio Leone" (2002 e 2003). Dopo avere seguito studi musicali privati a Roma con vari maestri (teoria e solfeggio, percussioni, chitarra, pianoforte) è ammesso nel 2004 al Master Internazionale di Musica per Film (direzione artistica Luis Bacalov) organizzato a Roma dalla Scuola Nazionale di Cinema - Centro Sperimentale di Cinematografia. Nel 2004 è coinvolto in veste di Italian researcher alla mostra "Sergio Leone and the Italian Western" che si terrà all'Autry Museum of Western Heritage di Los Angeles nel luglio 2005. Il libro è edito da Federico Motta Editore, ha 384 pagine, 230 illustrazioni

 Cony Ray
 E' tra i poeti “underground” protagonisti del docufilm POETI (Italia, 2009) del regista Toni D’Angelo, selezionato e proiettato in concorso per la sezione “Controcampo Italiano” alla 66° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica – Biennale di Venezia.
 Nel 2008 ha pubblicato INTERNO 4 (un film da leggere e vedere tra i versi), la sua opera prima letteraria, di cui è editore indipendente (con deposito legale presso la Biblioteca Nazionale di Roma e Biblioteca Nazionale di Firenze) ed ha ideato e realizzato la grafica. La promozione e distribuzione è stata curata in prima persona.
 Interno 4 è un poema in chiave moderna, nel quale l’autore, attraverso i monologhi interiori di ciascun personaggio - nessuno escluso - ha dato voce a quanti, ai margini della cosiddetta “società civile” e tra di noi, vivono una condizione di disagio sociale e inadeguatezza costante nel vivere. Tutto nella contemporaneità e luminosità di un film da leggere e vedere tra i versi.
 Nel 2016, traendo spunto dalla lirica Epilogo di sua composizione, pubblicata nel suo libro INTERNO 4 – Un film da leggere e vedere tra i versi - (Edizione indipendente, 2008) cura il soggetto, la regia e la produzione di un corto dal titolo EPILOGO (Italia, 2016 - durata 7’20”) – genere drammatico, opera prima cinematografica.
 Il corto/short film è stato ideato e realizzato come un video di poesia per la partecipazione alle selezioni del ZEBRA Poetry Film Festival 2016 – Berlino, il più importante festival di video di poesia in Europa e nel mondo.
 Nel 2018, nel mese di Dicembre, EPILOGO è stato proiettato – in prima assoluta – in occasione del Festival PIGNETO Script Film Fest – 16° edizione, festival ideato e organizzato dall’Alphaville Cineclub di Roma.

mercoledì 16 maggio 2018

L'IDENTITA' EBRAICA IN KAFKA



L'IDENTITA' EBRAICA IN KAFKA

Giovanna Canzano
Irene Kajon
Daniela Mantovan
modera
Myriam Silvera
saluto di
Rav. Riccardo Di Segni

mercoledì 23 maggio 2018 h. 17.30
Centro Bibliografico Tullia Zevi
Lungotevere Raffaello Sanzio 5
info: centrocultura@cromaebraica.info  06.5897589

CENTRO CULTURA EBRAICA
UCEI  -  UNIONE DELLE COMUNITA' EBRAICHE ITALIANE



  Rav. Riccardo Di Segni
Shemuel Di Segni è un medico e rabbino italiano, dal 2001 rabbino capo della Comunità ebraica di Roma. Figlio del medico partigiano Mosè Di Segni, è laureato in medicina e chirurgia. Ha continuato ad esercitare anche la sua professione di medico fino al 2014, come direttore di dipartimento di diagnostica per immagini (radiologia) all'ospedale San Giovanni di Roma. Ha conseguito il titolo di rabbino presso il Collegio Rabbinico Italiano nel 1973 e come rabbino capo di Roma occupa la cattedra rabbinica più importante in Italia. Membro del Consiglio direttivo dell'Assemblea dei Rabbini d'Italia dal 1999 al 2007 e Vice presidente della Conferenza Rabbinica Europea, dal 2010. Direttore del Collegio Rabbinico Italiano, dal 1999. Tra gli anni Novanta e l'inizio degli anni Duemila è stato un importante collaboratore della Lux Vide per la realizzazione del ciclo di fiction Le storie della Bibbia, facendo parte del comitato di esperti di religione ebraica. Nel 2010 ha invece polemizzato con la Lux Vide, a causa della miniserie televisiva Sotto il cielo di Roma, ritenuta da Di Segni "una patacca propagandistica, un'opera apologetica", perché a suo dire la fiction non mostra tutti gli aspetti storici relativi a Papa Pio XII.

Irene Kajon
Insegna Antropologia filosofica presso la Facoltà di Filosofia dell'Università di Roma «La Sapienza». È autrice di Ebraismo e sistema di filosofia in Hermann Cohen (Padova 1989); Fede ebraica e ateismo dopo Auschwitz (Perugia 1993); Profezia e filosofia nel «Kuzari» e della «Stella della redenzione». L'influenza di Yehudah Ha-Lewi su Franz Rosenzweig (Padova 1996), e curatrice del volume La storia della filosofia ebraica (Padova 1993).


Daniela Mantovan
È laureata in lingua e letteratura tedesca, ha conseguito un dottorato di ricerca (Ph.D) in Letteratura e Linguistica Yiddish alla Columbia University di New York. È docente di Lingua e letteratura Yiddish e ricercatrice presso la Scuola Superiore di Studi Ebraici (Hochschule für Jüdische Studien) di Heidelberg. Tra le sue pubblicazioni più recenti in lingua italiana: cura e traduzione del volume Prologo di uno sterminio. Racconti yiddish dalla Polonia occupata, dello scrittore yiddish-russo Der Nister (2000), e del romanzo La fine del canto di Dovid Bergelson (2001), curatrice con Laura Quercioli Mincer del volume Ricordando I. B. Singer (2006). In lingua inglese è apparso recentemente il saggio Language and Style in Nokh Alemen (1913) Bergelson’s Debt to Flaubert in Dovid Bergelson from Modernism to Socialist Realism (2007), ha collaborato inoltre al volume Dictionary of Literary Biography Volume 333, Writers in Yiddish (2007).


 Myriam Silvera


E' docente di Storia e Cultura degli ebrei in Età moderna presso l’Università di Roma “Tor Vergata”; ha per diversi anni insegnato Storia dell’Ebraismo presso” Sapienza”, Università di Roma e Storia del Pensiero ebraico presso l’Università Federico II di Napoli. Coordina il Diploma Universitario Triennale in Studi ebraici e il Master in “Cultura ebraica e Comunicazione”, programmi didattici entrambi a cura dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane. Laureatasi in Filosofia presso l’Università degli Studi di Milano, ha conseguito un primo dottorato in “Storia Religiosa” presso “Sapienza” Università di Roma, (1992) e un secondo in Lettere presso la Katholieke Universiteit di Nijmegen. Dal 2001 al 2005 ha lavorato all’Università di Ginevra come assistente presso la Facoltà di Teologia. Tra i suoi lavori Jacques Basnage, Corrispondenza da Rotterdam, 1685-1709, APA-Holland University Press 2000 e Isaac Orobio de Castro, Prevenciones Divinas contra la vana idolatria de las Gentes, volume I, Olschki 2013. Fa parte del Comitato direttivo della rivista “La Rassegna Mensile di Israel”, di cui per un ventennio ha assicurato la cura editoriale. È consulente delle collane di studi ebraici dell’editore Champion e della casa editrice Brill. Si occupa attualmente dello studio dei manoscritti in lingua spagnola prodotti nella Amsterdam ebraica dei tempi di Spinoza.


                                   Giovanna Canzano

Giovanna Canzano, originaria della provincia di Caserta, risiede da molti anni a Roma. Da anni studiosa di ebraismo, soprattutto della sua letteratura. Sociologa e blogger, ha realizzato e messo in rete una panoplia di saggi e servizi, privilegiando le tematiche politiche e culturali. Collabora con giornali on-line, e cura dei blog personali, nei quali, oltre a scritti che veicolano il suo personale pensiero, riporta interviste a qualificati esperti nei vari argomenti, sia sotto la tradizionale forma di articolo redazionale che di video, realizzati, oltre che a Roma, nelle località nazionali dove si svolgono eventi di interesse.   Attiva a livello culturale, ha organizzato e organizza vari eventi, seminari, convegni, dibattiti su tematiche storiche e di attualità, e presentazione di libri.
Ha pubblicato il volume "Le radici ebraiche nel pensiero di Franz Kafka" ed. Marco Solfanelli.
Giovanna Canzano -Myriam Silvera

 - Daniela Mantovan - Irene Kajon
Giovanna Canzano -Myriam Silvera







Giovanna Canzano -Myriam Silvera